Affitti, con la cedolare secca caccia ai furbi e sanzioni al 400%

Dal 7 aprile è in vigore la cedolare secca sugli affitti, che rivoluziona le imposte sui canoni da locazione. Il suo obiettivo principale è l'emersione degli affitti in nero. Ecco cosa rischia un proprietario che fa il furbo

Leggi tutti i dettagli della cedolare e scarica il modulo dell'agenzia delle entrate

Per chi non dichiara del tutto o in parte i canoni d'affitto, le sanzioni sono aumentate dal 200% al 400%. Le sanzioni si applicheranno a chi non dichiara il canone d'affitto, a chi dichiara un canone inferiore a quello reale e o per i comodati gratuiti fittizzi

L'inquilino, nel caso in cui il proprietario non abbia dichiarato il contratto o dichiari il falso circa l'importo del canone, può resgistrare egli stesso il contratto. Oltre a compiere un gesto di correttezza verso il fisco, otterrà lauti vantaggi: una clamorosa riduzione del canone d'affitto, che verrà calcolato come il triplo della rendita catastale. In questo modo l'inquilino si ritroverà a pagare tra un terzo e un quinto del canone di mercato

Ma a chi si applicano le nuove sanzioni? secondo il sole 24 ore solo ai casi a partire dall'entrata in vigore della cedolare, ossia il 7 aprile 2011. Non sarà pertanto retroattiva e questo potrebbe incidere negativamente, nel breve periodo, sull'emersione del nero

Il nuovo sistema di tassazione, lo ricordiamo, prevede un aliquota unica sui canoni da locazione, rispettivamente al 21% per il canone libero e al 19% per il concordato. La cedolare è una scelta, non è obbligatoria: chi vuole può infatti rimanere con il vecchio regime irpef (ossia sommando gli introti della locazione al reddito complessivo)

È stato già calcolato che, soprattutto per i redditi inferiori ai 28mila euro, la vecchia tassazione irpef conviene nel caso di affitto concordato. Nel caso del contratto libero conviene a chi ha una tassazione irpef superiore al 38%

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