Ape volontaria, i costi e la convenienza della misura per andare in pensione prima del tempo

Ci siamo. A maggio debutta l’Ape, l’anticipo pensionistico. Il via non avverrà come previsto il 1˚, ma nelle settimane successive. Il Dpcm è pronto, ma deve ricevere il parere del Consiglio di Stato, serve poi la convenzione con le banche e per facilitare questo passaggio nella manovra correttiva è stata inserita una norma sulla cartolarizzazione, che consentirà agli istituti di credito di cartolarizzare i finanziamenti per l’Ape. Ma quali sono i costi e qual è la convenienza di questo strumento che consente di andare prima in pensione?

Partendo dallo schema del Dpcm, come evidenziato dal Sole 24 Ore, l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica sarà calcolato con riferimento all’importo di pensione maturato alla data di presentazione della domanda di certificazione del diritto.

L’importo dell’Ape volontario sarà determinato al netto dell’Irpef dovuta solo per il reddito da pensione, compresa l’addizionale regionale, ma esclusa quella comunale, applicando le detrazioni fiscali spettanti e vigenti alla data della certificazione del diritto da parte dell’Inps.

La quota contributiva (che decorre dal 1996 per coloro che avevano meno di 18 anni di contributi alla fine del 1995 o dal 2012 per coloro che avevano almeno 18 anni di contributi entro il 1995) sarà calcolata sulla base dei coefficienti di trasformazione vigenti al momento della domanda.

La commissione di accesso al fondo di garanzia è fissata all’1, 60% dell’importo di ciascun finanziamento. La pensione al netto del rimborso Ape, secondo quanto prevede la legge di Bilancio, non potrà essere inferiore a 1, 4 volte il trattamento minimo.

Il quotidiano economico ha effettuato delle proiezioni sulla base di un Tan del 2, 8%, un costo dell’assicurazione contro i rischi di premorienza del 32% e una commissione dell’1, 6% per l’accesso al Fondo di garanzia. Ricordando che la restituzione dell’Ape, nei 20 anni successivi al pensionamento, potrà beneficiare della detrazione del 50% per quanto riguarda i costi di interessi e assicurazione e prendendo in considerazione un anticipo di 24 mesi, 80% della pensione netta di 2mila euro, il Taeg risulta del 3, 25%.

Il Sole 24 Ore ha evidenziato che l’elemento-novità delle proiezioni è costituita dall’attualizzazione (tasso del 2, 8%) delle somme percepite, che evidenzia una differenza dello 0, 4% tra quanto si incasserebbe in 20 anni di pensione senza Ape e in 22 anni tra anticipo e pensione.

Nell’effettuare le proiezioni considerando un Tan del 2, 8%, un costo della polizza assicurativa dul rischio premorienza del 32%, una commissione per l’accesso al Fondo di garanzia dell’1, 6%, il tasso di attualizzazione del 2, 8% e un’inflazione stimata del 2% emerge che:

  • con un importo della pensione netto di 2.000 euro e un anticipo a 12 mesi la percentuale Ape è dell’85%, l’importo Ape pari a 1.700 euro, la pensione netta al netto della rata 1.883 euro, l’incidenza media della rata sulla pensione pari al 4, 5%. Ape + pensione netta ridotta 512.207 – pensione netta senza Ape 520.000 = -7.793. Effetto sul reddito complessivo > -1, 5%. Effetto sul reddito complessivo attualizzato > -0, 24%.
  • con un importo della pensione netto di 2.000 euro e un anticipo a 24 mesi la percentuale Ape è dell’80%, l’importo Ape pari a 1.600 euro, la pensione netta al netto della rata 1.776 euro, l’incidenza media della rata sulla pensione pari al 4, 2%. Ape + pensione netta ridotta 504.742 – pensione netta senza Ape 520.000 = -15.258. Effetto sul reddito complessivo > -2, 9%. Effetto sul reddito complessivo attualizzato > -0, 44%.
  • con un importo della pensione netto di 2.000 euro e un anticipo a 36 mesi la percentuale Ape è dell’75%, l’importo Ape pari a 1.500 euro, la pensione netta al netto della rata 1.682 euro, l’incidenza media della rata sulla pensione pari al 4, 0%. Ape + pensione netta ridotta 497.701 – pensione netta senza Ape 520.000 = -22.299. Effetto sul reddito complessivo > -4, 3%. Effetto sul reddito complessivo attualizzato > -0, 49%.

Nello schema di Dpcm sull’Ape volontaria c’è anche una clausola di garanzia nel caso in cui nel 2019 si innalzi l’aspettativa di vita e aumentino i requisiti di età per andare in pensione di vecchiaia: in quel caso si allungherà anche il periodo di percezione dell’Ape.

Per quanto riguarda l’Ape sociale, in base al Dpcm l’accesso alla prestazione sarà possibile anche da parte di coloro che non abbiano diritto di conseguire alcuna prestazione di disoccupazione per mancanza dei necessari requisiti o si tratti di operaio agricolo in condizione di non occupazione. Il requisito di accesso è stabilito a 63 anni, mentre la durata massima della prestazione sarà calcolata in funzione dei mesi mancanti al raggiungimento dell’età prevista tempo per tempo per l’accesso alla pensione di vecchiaia. Secondo quanto stabilito dalla manovra correttiva, le attività faticose devono essere svolte per sei anni e non si tiene conto dell’eventuale interruzione dell’attività se limitata a 12 mesi, se c’è un recupero immediatamente antecedente.

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