Australia: la bolla immobiliare sta per scoppiare

La bolla dei prezzi immobiliari sul mercato australiano sta per scoppiare. Così avverte Ariel Bezalel di Jupiter Asset Management.

Da diversi mesi è suonato l’allarme sui prezzi del mattone australiano. Una survey dell’Ocse metteva in guardia nello scorso dicembre su un cosiddetto “hard landing” del mercato delle case, con valori già in calo di oltre il 10% a Sydney dopo i massimi di luglio. Calo che si accompagna ad una stretta creditizia da parte delle istituzioni bancarie che potrebbe portare ad un collasso.

Secondo quanto rilevato da Jupiter Asset Management, a livello nazionale i prezzi delle case sono scesi dell'1, 3% a dicembre, il calo mensile più consistente dal 1983, il che ha comportato una calo annuo del 6, 1% nel 2018.

“Dal 1990 l'Australia ha vissuto un periodo record di crescita economica, rivelandosi in grado di resistere persino alla crisi finanziaria globale del 2008, - ricorda Ariel Bezalel, Head of Strategy obbligazionario di Jupiter AM. - Tuttavia, stiamo monitorando da tempo l'indebolimento del mercato immobiliare in Australia e temiamo che si stia verificando una lenta stretta creditizia che potrebbe peggiorare in modo significativo nei prossimi 12 mesi. In effetti, Morgan Stanley ha di recente segnalato che il crollo dell’immobiliare potrebbe mettere a repentaglio la fase espansiva che perdura in Australia da 27 anni”.

Il real estate della zona ha registrato una crescita negli ultimi 35 anni, ma ora sta rapidamente diminuendo man mano che le banche riducono i loro standard di prestito, un tempo più permissivi in seguito ai risultati di un'indagine condotta a settembre 2018 dalla Royal Commission, che – incaricata dal governo di esaminare le modalità di prestito delle banche – ha rilevato come esse non svolgessero un buon lavoro di verifica delle spese personali dei clienti. Di conseguenza, spiega l’esperto, il credito al comparto immobiliare in Australia si è drasticamente prosciugato e il Paese si trova ora ad affrontare la peggiore crisi del settore degli ultimi 35 anni.

“Un ulteriore motivo di preoccupazione per noi – aggiunge Bezalel, - è lo stato precario dei consumatori australiani che risultano essere i più indebitati del mondo sviluppato, con un rapporto debito/Pil delle famiglie attorno al 120%. Si tratta di un livello leggermente superiore a quello dei consumatori statunitensi appena prima della crisi finanziaria globale. Il 56% dell'indebitamento delle famiglie è costituito da mutui e ciò ha già un impatto sull'economia australiana”.

Nel terzo trimestre del 2018, la crescita del Pil australiano ha subito un forte rallentamento, scendendo al +0, 3% rispetto al +0, 9% del trimestre precedente. Si tratta di un tasso inferiore della metà rispetto alle previsioni degli economisti, in gran parte dovuto al rallentamento dei consumi. La contrazione delle vendite al dettaglio a dicembre 2018 ha rispecchiato la pressione sui consumatori. Di conseguenza, la crescita annua nel 2018 è scesa dal 3, 4% al 2, 8%. E anche le concessioni edilizie stanno crollando.

Cosa aspettarsi nel 2019? “Prevediamo che l'economia continuerà a indebolirsi nei prossimi sei mesi – risponde l’head of strategy di Jupiter AM, - soprattutto perché i venti contrari provenienti dalla crisi del credito immobiliare coincidono con il rallentamento della crescita in Cina, il principale partner commerciale dell'Australia, e anche perché si avvicinano le elezioni federali previste a maggio di quest'anno, potenzialmente dirompenti”.

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