Barometro Crif: ancora vivace la domanda di mutui, ma l'importo medio continua a diminuire (tabelle)

A novembre si mantiene vivace il mercato dei mutui, con una domanda che ha fatto registrare una crescita del 42, 4% rispetto allo scorso anno. Ma a diminuire è l'importo medio dei mutui richiesti, che si è attestato a 121.050 euro, con un'ininterrotta discesa dopo i picchi del 2010.

Se la crescita rispetto allo scorso anno è stata del 42, 4%, nei primi 11 mesi dell'anno, l'incremento risulta ancora più marcato, pari a 55, 1%, sostenuto anche dalle richieste di surroga e sostituzione stimolate dalla contrazioni degli spread offerti dagli istituti di credito e da un'offerta decisamente appetibile.

Per quanto riguarda l'importo medio richiesto, invece, assistiamo a una continua diminuzione della somma richiesta. Nel mese di novembre si è attestato infatti a 121.050 euro, confermando un trend in ininterrotta discesa dopo i picchi del 2010. A livello aggregato, nei primi 11 mesi dell'anno l'importo medio è stato pari a 122.167 euro, in calo del -1, 7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e del -11, 5% rispetto al 2008.

"La contrazione dell’importo medio richiesto - ha commentato Simone Capecchi, Direttore Sales & Marketing di Crif - è riconducibile sia al calo del prezzo degli immobili oggetto di garanzia ipotecaria sia all’atteggiamento prudenziale degli italiani, che in questa fase tendono a prediligere piani di indebitamento che gravino il meno possibile sul bilancio famigliare"

Per quanto riguarda la durata dei mutui richiesti, la classe compresa tra i 15 e i 20 anni risulta invece essere la preferita degli italiani per quanto riguarda la durata, con una quota pari al 24, 1% del totale, seguita da quella compresa tra i 25 e i 30 anni con una quota pari al 21, 1%.

In relazione alla distribuzione della domanda in funzione dell'età dei richiedenti, quasi 2 mutui su 3 vengono richiesti da soggetti di età inferiore ai 44 anni. La fascia compresa tra i 35 e i 44 anni si conferma essere quella prevalente, con una quota pari al 37, 3% del totale, seguita da quella tra i 25 e i 34 anni (24, 6%)

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