A budapest trema il mercato immobiliare

Budapest ha vissuto negli ultimi anni un boom immobiliare che già 2009 ha mostrato il suo lato nascosto. Adesso, con le voci dei problemi di bilancio, sufficienti a mettere l'ungheria sotto stretta osservazione, non sono da escludere pesanti ricadute sul settore. Ad essere implicati sarebbero anche molti italiani, che hanno scelto la capitale ungherese come luogo in cui investire

Comprare casa a budapest era infatti diventato uno degli investimenti preferiti dagli italiani che puntano sull'estero. Gli italiani hanno continuato a investire, tanto da rappresentare il 15% degli acquirenti di case sopra i cento mq, con una spesa media di 80mila euro (dati tecnocasa). Tanto entusiasmo si spiega, da un lato, con il fascino che la città esercita e, dall'altro, con i prezzi accessibili. Con 20mila euro, ad esempio, è possibile acquistare un monolocale in periferia

Per chi ha fatti investimenti però c'è poco da stare allegri. Già dal 2009 i prezzi sono calati anche oltre il 10%, ma per chi comprava in euro risultavano invariati a causa della rivalutazione del fiorino ungherese, fino ai giorni scorsi

I margini di trattativa sul prezzo richiesto erano anche del 20%. La capitale ungherese ha visto un calo delle compravendite del 50% nel 2009 rispetto al 2008, tanto da spingere il governo a una serie di profondi interventi per tentare di rilanciare il mercato, a cominciare dalla riduzione della tassa di registro sull'acquisto di immobili portata dal 6 al 4%

Il settore dei mutui la dice lunga sulla situazione. Nel 2009 sono stati in termini numerici in calo del 60% rispetto al 2008 e le sofferenze bancarie sono in crescita. Oggi non è più possibile acquistare casa con un mutuo al 100% in valuta. Da marzo, infatti, il limite massimo è fissato al 75% se il prestito è stipulato in fiorini ungheresi, se in euro al 60% e al 45% per le altre valute

Si temono ora gravi scompensi nel mercato immobiliare: il crollo del fiorino rispetto alla divisa elvetica rischia di rendere impossibile il pagamento delle rate, con possibili conseguenze devastanti sia sul piano sociale sia per l'intero sistema bancario del paese

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