Cambiamento climatico, le città italiane che si sanno difendere

Il clima cambia, e le città cambiano con esso. O almeno ci provano. L’Osservatorio Città Clima di Legambiente ha evidenziato alcune buone pratiche, progetti sperimentali messi in atto in Italia per l’adattamento agli eventi meteo imprevedibili, che contemporaneamente guardano alla riqualificazione urbana. Ecco quali sono.

Le buone pratiche per il cambiamento climatico

Tra le città protagoniste della ricerca di Legambiente si evidenziano:

Milano, la riapertura dei Navigli

Dal 2017 l’amministrazione comunale si propone di riaprire navigli sia per migliorare la viabilità, prevedendo tanto un canale navigabile quanto una pista ciclabile, quanto migliorare l’equilibrio idraulico del territorio. Riattivare il sistema idrico artificiale consentirebbe infatti l’apporto di acque pulite diminuendo il rischio di inondazioni dei quartieri a nord della città.

Milano, Piazza Gae Aulenti

Sempre a Milano si trova un altro esempio di adattamenti di aree pubbliche con Piazza Gae Laurenti. Si tratta di una piazza circondata da due livelli di pensiline in ferro, legno e vetro costruite secondo principi di eco-sostenibilità, ricoperte di pannelli fotovoltaici che forniscono energia alle tre torri circostanti. In più è coperta da un velo d’acqua da tre fontane circolari, profonde appena pochi centimetri che convogliano Milano l’acqua nelle ampie aperture di collegamento con i garage, creando una cascatina su gradini illuminati.

Torino, resilienza delle reti idriche e gestione dell’acqua

La Società Metropolitana Acque Torino dal 2003 si è dotata di un bacino naturale di accumulo per le acque del fiume Po destinate ad alimentare gli impianti di potabilizzazione posti nell’area sud della città, che ha attualmente una capacità di circa 2 milioni di metri cubi. Inizialmente progettato per migliorare la qualità dell’acqua grezza, risulta anche una fondamentale riserva di acqua aggiuntiva in caso di inquinamento, scarsità d’acqua, aumento della torbidità dovuta ad eventi meteo-pluviometrici intensi.

Nel 2016 è stato poi avviato un progetto per lo studio della vulnerabilità ai cambiamenti climatici delle risorse idriche sotterranee utilizzate per scopi idropotabili. L’efficienza dei sistemi acquedottistici può essere migliorata sviluppando poi azioni preventive e la disponibilità di un modello affidabile di previsione della domanda idrica può essere inquadrato in questo contesto.

Il Centro Ricerche SMAT ha sviluppato un modello di previsione a breve termine della domanda idrica, con un orizzonte temporale di 24 ore in grado di fornire un sistema di supporto alle decisioni per gli operatori del servizio idrico integrato.

Isola Vicentina, Piano per la gestione delle acque

Isola Vicentina ha firmato il Patto dei sindaci per il clima e l’energia nel 2014 e da allora ha avviato il processo di elaborazione del suo piano municipale di gestione delle acque al fine di integrare l’adattamento ai cambiamenti climatici nelle proprie politiche di gestione della risorsa idrica.

Modena, Piazza Roma

A Modena il progetto per la manutenzione straordinaria di Piazza Roma è diventata l’occasione per realizzare un progetto di adattamento al clima. L’obiettivo di partenza era liberare la bellissima piazza su cui si affaccia il seicentesco Palazzo Ducale da un grande parcheggio di automobili con pavimentazione in asfalto. L’intervento ha puntato a pedonalizzare l’area attraverso l’utilizzo di materiali e di un sistema di specchi d’acqua e fontane, che ha un effetto positivo nei confronti delle isole di calore.

Rimini, Piazzale Kennedy

È in fase avanzata di realizzazione l’opera simbolo del Piano di Salvaguardia della Balneazione Ottimizzato, messa in campo dal Comune di Rimini, con il Gruppo Hera e Romagna Acque, per un valore complessivo di 154 milioni di euro. L’intervento di Piazzale Kennedy, che consegnerà alla città un importante presidio idraulico sotto il manto stradale ed un’area completamente riqualificata con un belvedere che si affaccia sul mare, fa un ulteriore passo avanti.

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