Cancellazioni hotel, quando è possibile annullare le prenotazioni?

Sarà una Pasqua anomala a causa dell’emergenza sanitaria quella che ci apprestiamo a vivere. Molti hotel hanno visto annullare le prenotazioni che erano fioccate per quel periodo. Vediamo in quali casi e in quali periodi sono ammesse le cancellazioni.

Il decreto “Cura Italia”, infatti, introduce la possibilità per chi ha prenotato un hotel autonomamente, e quindi, al di fuori di un pacchetto turistico, di richiedere un rimborso all’albergatore. Tuttavia, il Centro europeo consumatori (Cec) Italia, ha diffuso una guida in cui sottolinea come si debba distinguere tra due situazioni diverse. La data spartiacque, infatti, è il 3 aprile.

Il 3 aprile è la data in cui scadono la maggior parte delle misure prese speciali prese dal governo per contenere la diffusione del contagio, anche se c’è la possibilità che vengano prorogati i termini. In ogni caso, allo stato attuale, chi ha prenotato un soggiorno fino al 3 aprile e ha già pagato anticipo o caparra, ha diritto alla restituzione della somma sotto forma di voucher.

Mentre per le prenotazioni dopo il 3 aprile, la maggioranza tra cui chi ha già prenotato le vacanze estive, il discorso stando alle attuali disposizioni è diverso. Ad oggi, infatti, la struttura ricettiva può legittimamente “trattenere la caparra versata o richiedere il pagamento di penali se previsto dalle condizioni contrattuali” spiega il Cec.

I casi elencati valgono per le strutture del territorio italiano, alberghi o b&b esteri ovviamente non sono soggetti alle disposizioni del governo italiano. In linea generale, anche le associazioni di consumatori invitano i clienti ad andare incontro agli albergatori (esposti anch’essi a una durissima crisi), invitandoli magari ad accettare un voucher da riutilizzare in seguito e non un rimborso in contanti.

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