Cedolare secca, i 3000 comuni che usufruiscono in maniera automatica dell'aliquota al 10%

Ci sono quasi tremila comuni che usufruiscono già della cedolare secca più vantaggiosa al 10%, anche in assenza di contratti territoriali aggiornati sul canone concordato. Sono i municipi colpiti da calamità naturali per i quali è possibile, in modo automatico, optare per il regime alternativo dell'imposta e con l'aliquota più bassa

La norma
L'articolo 9 del dl 47/2014 (il cosiddetto decreto casa) stabilisce che nei comuni colpiti da calamità naturali a partire dal 2009 e per i quali è stato decretato lo stato di emergenza è possibile, in modo di fatto automatico, optare per la cedolare secca, l'aliquota più bassa del 10%. In un paese, come il nostro, sfortunatamente colpito da molte calamità naturali, si tratta di un gran numero di comuni, 2986 per l'esattezza, secondo i calcoli fatti dal sole24ore. Un proporzione importante rispetto al totale degli 8mila comuni italiani

La data di riferimento adottata dal decreto è quella del 29 maggio 2009, ovvero cinque anni prima dell'entrata in vigore del decreto. Resta fuori ad esempio il terremoto dell'Abruzzo, mentre vi rientrano quelli dell'Emilia Romagna e Lombardia, e i comuni sardi colpiti dall'alluvione. Tra le regioni, a guidare la triste classifica è la Toscana con 702 comuni, l'Emilia Romagna, le Marche e la Liguria

I punti critici
L'applicazione della norma non è semplicissima per i proprietari, in primis fa riferimento a stati di emergenza deliberati negli ultimi cinque anni. Molti di questi casi sono considerati già chiusi dalla protezione civile, ma sembra che la legge non indichi che lo stato di emergenza debba essere necessariamente in corso

Un altro punto critico riguarda l'applicazione del canone concordato in quei comuni dove non esistono accordi territoriali o questi non sono aggiornati. La soluzione potrebbe arrivare dal dm infrastrutture-economia del 14 luglio 20034, che contiene i criteri per i contratti a canone concordato in assenza di un accordo tra inquilini e proprietari. La norma dice di far riferimento al "comune demograficamente omogeno di minore distanza territoriale anche situato in altra regione". Quindi è l'accordo più vicino a servire da guida

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