C'eravamo tanto amati: perché gli italiani non credono più che la casa sia l'investimento ideale

È ormai finito il grande idillio tra gli italiani e il mattone? sembrerebbe proprio di sì. I risultati dell'indagine acri-ipsos, infatti, rivelano che solo il 24% dei connazionali continua ad essere affezionato all'investimento immobiliare rispetto al 35% del 2012 e al 70% del 2010. Sono molti i fattori - dalla crescente tassazione all'incertezza economica - che spingono i piccoli investitori a puntare su strumenti considerati più sicuri come risparmio postale, titoli di stato o obbligazioni

Mattone vs liquidità
Le formichine italiane non credono più che la casa sia un investimento sicuro. Se ancora nel 2006 la percentuale di coloro che vedevano nel mattone l'investimento ideale era del 70% e nel 2010 il 54%, nel 2011 è scesa al 43%, nel 2012 al 35%, nel 2013 al 29%, fino all'attuale 24%. La preferenza per gli immobili è in calo ovunque nel belpaese, ma la discesa più marcata si regista nel nord-ovest, dal 30 al 22%

Parallelamente raggiunge il suo massimo storico (36%) la percentuale di coloro che reputano questo il momento ideale per investire negli strumenti considerati più sicuri (risparmio postale, obbligazioni e titoli di stato). L'8% punta su prodotti più rischiosi, mentre rimane stabile al 32%, chi ritiene che investire è un rischio dal quale è meglio astenersi

Le cause di un disamore
Molte e alcune abbastanza evidenti sono le cause di questo disamore degli italiani nei confronti dell'investimento immobiliare. Tra queste
- La tassazione immobiliare in aumento
- I prezzi in calo (che abbassano la redditività del mattone)
- La difficoltà delle famiglie di fare programmi di investimento di lungo periodo a causa dell'incertezza economica e occupazionale
- Nonostante un lieve miglioramento della situazione, la persistente difficoltà di accesso al credito
- Il cambiamento strutturale della famiglie italiane: invecchiate, con meno figli e quandi meno case grandi da desideare

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