Crediti in sofferenza, bilancio ancora difficile per il settore costruzioni

Si riduce ancora lo stock di Npl in pancia agli istituti di credito italiani: ma il settore costruzioni soffre ancora. I dati del Market Watch sugli Npl di Banca Ifis.

Lo stock di credito deteriorato bancario si è ridotto a metà rispetto al 2015, secondo il rapporto, che prevede una chiusura d’anno a 145 miliardi di euro. Tuttavia in Italia abbiamo ancora l’8% di crediti in sofferenza sul totale, contro una media europea del 3% e un livello “consigliato” sempre dalla Ue del 5%. C’è quindi ancora lavoro da fare. Nel 2019 comunque le transazioni dei portafogli Npl hanno raggiunto i 32 miliardi di euro, a cui si aggiungono 6 miliardi di euro di transazioni su portafogli UtP (unlikely to pay). Nel 2020 sono attesi 37 miliardi di euro in nuove transazioni Npl e altri 7 miliardi di operazioni di vendita su UtP.

Il settore Real Estate mostra un tasso di deterioramento delle imprese tornato a livelli pre crisi (2006), intorno al 2% del totale; il settore Costruzioni invece mostra un tasso del 5%, contro il 2, 11% del 2006, rivelandosi uno dei settori maggiormente in difficoltà. Andamento simile per il tasso di decadimento delle imprese, che per il settore costruzioni si fissa al 5, 14% nel 2019 contro l’1, 24% del 2006 mentre per il settore Real Estate tale tasso si avvicina di più ai livelli pre crisi con un 2, 57% contro il 1, 16% del 2006.

Negli ultimi due anni è aumentata la quota di portafoglio “secured”, ovvero garantiti da garanzie reali (compresi gli immobili), che hanno raggiunto il 28% dei 32 miliardi di Npl transati in totale. Inoltre a questi si aggiungano un 23% di portafogli misti, prevalentemente secured.

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