Crisi Alitalia, i rischi per chi viaggia

Il referendum sul preaccordo per il salvataggio di Alitalia ha visto trionfare il “no”. Ciò significa nessuna ricapitalizzazione della compagnia e commissariamento. Il documento firmato lo scorso 14 aprile al Mise dall’azienda e dai sindacati è stato respinto con il 67% dei voti contrari. Il presidente di Alitalia, Luca Cordero di Montezemolo, ha comunicato al presidente dell’Enac la decisione del Cda di avviare la procedura per la nomina del commissario. In attesa di capire cosa accadrà alla compagnia, cerchiamo di capire cosa può succedere a chi viaggia.

Al momento, secondo quanto precisato dalla stessa Alitalia, il programma e l’operatività dei voli non subiranno modifiche. Ma spostando lo sguardo più avanti, anche solo di un paio di mesi, la situazione rischia di diventare molto più incerta. Ora è tutto da definire e non è possibile sapere con certezza se nei prossimi mesi ci saranno voli operativi o meno. Facendo delle ipotesi, come primo step potrebbero essere cancellati i voli della tarda mattinata e del primo pomeriggio, ossia quelli più difficili da riempire. Ma ogni variazione dovrebbe essere comunicata per tempo.

Potrebbero, poi, essere tagliati i servizi che prevedono corsie preferenziali ai controlli di polizia e ospitalità gratuita in lounge riservate per chi ha un biglietto di business class o una tessera di frequent flyer Freccia Alata.

Per quanto riguarda la licenza, il presidente dell’Enac, Vito Riggio, ha fatto sapere che l’ente “è disponibile a lasciare il certificato di operatore aereo (Coa) all’Alitalia in attesa che nell’arco di un paio di giorni venga nominato il commissario, dopodiché la licenza verrà sospesa e al commissario, verificato che abbia a disposizione le risorse sufficienti, verrà concessa un’autorizzazione temporanea rinnovata mese per mese”.

Sul futuro della compagnia, parlando al Tg3, il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha detto: “La cosa più plausibile è che si vada verso un breve periodo di amministrazione straordinaria che si potrà concludere nel giro di 6 mesi o con una vendita parziale o totale degli asset di Alitalia oppure con la liquidazione. Se ci saranno aziende interessate a rilevarla, è prematuro dirlo”.

Calenda ha poi spiegato che non ci sono le condizioni per una nazionalizzazione, “sono stati spesi 7, 4 miliardi in progetti di salvataggio, non si può mantenere in vita con risorse pubbliche un’azienda in perdita”, e ha sottolineato che all’Unione europea si chiederà “per un periodo di tempo limitato” il via libera a “un prestito ponte per un orizzonte di 6 mesi, a condizioni molto precise che negozieremo”.

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