Crisi di governo, letta: "andrò in parlamento e obbligherò tutti a prendersi le proprie responsabilità" (video)

Sabato 28 settembre i ministri del pdl hanno annunciato le loro dimissioni aprendo di fatto una crisi di governo. Davanti al terremoto che si è scatenato non solo nell'esecutivo, ma all'interno dello stesso centro-destra -dilaniato da correnti opposte- il presidente del consiglio ha deciso che mercoledì 2 ottobre si recherà in parlamento "per obbligare tutti a prendersi le proprie responsabilità"

Ospite di Fabio fazio a che tempo fa, Enrico letta -reduce da un incontro con il presidente della repubblica Giorgio napolitano- ha reso pubblica la sua decisione di recarsi in parlamento per verificare se sussistono ancora le condizioni per poter governare "chiederò la fiducia e non una fiducia che duri tre giorni, ma quella che ci permetta di andare avanti e realizzare il nostro programma"

Farà un bilancio di quelli che sono stati i primi cinque mesi di governo e una valutazione di quello che è successo negli ultimi giorni, con la decisione di berlusconi di far dimettere i propri ministri. Toccherà poi al parlamento decidere se si vuol proseguire o se si vuol tornare al voto, con una legge elettorale che- assicura letta- "ricrerebbe la stessa situazione di instabilità nel senato che esiste oggi"

Letta si è detto consapevole dell'esistenza di un forte dibattito in seno al pdl - con alcuni dei ministri dimissionari che si sono dichiarati contrari alle scelte del loro leader- e spera che una parte dei parlamentari che hanno dato la fiducia fino ad ora si dimostri responsabile davanti al paese. Ma ormai non è possibile prevedere quello che succederà tra tre giorni "perché ormai ho perso il filo" e "da 20 anni siamo protagonisti del giorno della marmotta", il film di bill murray dove il protagonista rivive all'infinito la stessa giornata

La crisi

Con un comunicato letto dal suo portavoce, sabato pomeriggio alfano aveva reso pubblico che i ministri del pdl stavano presentando le loro dimissioni. Un comunicato di berluconi ha poi confermato che la causa era il non volersi rendere partecipe delle decisione di bloccare l'attività del governo rendendo così automatico l'aumento dell'iva a partire dal 1 ottobre

A breve era arrivata la risposta di palazzo chigi "berlusconi per cercare di giustificare il gesto folle e irresponsabile di oggi - aveva dichiarato il premier - tutto finalizzato esclusivamente a coprire le sue vicende personali, tenta di rovesciare la frittata utilizzando l'alibi dell'iva"

E in seno ai ministri dimissionari e allo stesso parlamento si sono alzate le proteste contro una decisione considerata "irresponsabile". Mentre anche la base del centro destra è contraria a una decisione che danneggerà il paese

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