Ecco la “caldera del diablo”, il Bronx di Bogotà: il quartiere più pericoloso della Colombia (fotogallery)

Il collaboratore di idealista, Carlos Salas, ha visitato il quartiere più degradato della Colombia, dove poco tempo fa è entrata ed è stata minacciata una troupe dell’emittente televisiva spagnola Antenna 3, che si era recata lì per il programma “En tierra hostil”

A Bogotà, capitale della Colombia, si trova il secondo Bronx del continente americano. Un luogo dove vivono delinquenti, indigenti, mafiosi e tossicodipendenti. Il cosiddetto “l”, un mercato di droga e armi ben radicato nel cuore della capitale colombiana. Si tratta della “caldera del diablo”, la fossa del diavolo

“Mi piacerebbe poterti aiutare, ma non posso parlare, soprattutto per la mia sicurezza”, sono le parole nervose di padre Echeverri della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, conosciuto in Spagna per aver aperto le porte di quel Bronx ai giornalisti di Antenna 3

Dalla terrazza della sua casa si apre la vista direttamente su quello che è chiamato “l”, un luogo infernale “dove si possono trovare dei morti lungo la strada sepolti da tonnellate di spazzatura”. Il pericolo si percepisce immediatamente. Il respiro si spezza e il polso accelera quando ci si addentra in quel luogo angusto, non senza aver ricevuto un’ultima raccomandazione da padre Echeverri: “Fai molta attenzione”

Questo quartiere pericoloso e malfamato non è distante dai palazzi del potere della città. Eppure tutto qui è sconcertante. Gli angoli delle strade, spesso ricoveri dei senzatetto con il corpo segnato dalla droga, sono cumuli di sporcizia. A sorvegliare il centro nevralgico del crimine di Bogotà ci sono i “sayayines”, i “soldati” delle bande

“l” non è altro che il risultato dell’abbandono dei governanti locali di un luogo che a lungo si è cercato di recuperare. Il quartiere in passato era conosciuto come “el cartucho”, una sorta di "repubblica indipendente" dove convivevano circa 15mila persone e dove l’indice di criminalità era il più alto della città. Nel 1998, poi, il sindaco Enrique Penalosa ha iniziato un lavoro di recupero di alcune zone. Ma, come succede alla maggior parte delle proposte dei governanti colombiani, il lavoro non è stato completato

Oggi lungo le strade del quartiere, cuore del narcotraffico, a farla da padrone è la sporcizia, che crea una sorta di muro a protezione dalla polizia. Questo Bronx colombiano è il nuovo tumore di Bogotà e le autorità locali hanno fallito ogni volta che hanno tentato di estirpare il problema

A febbraio del 2013 la polizia metropolitana è intervenuta nella zona con l’obiettivo di disarmare le bande locali, ma – come ammesso dallo stesso comandante – l’operazione si è risolta in un totale disastro. Non solo ha fatto sì che molti trafficanti si spostassero in altri quartieri della città, ma ha anche contribuito ad alimentare un senso di diffidenza nei confronti delle autorità. Oggi quell’inferno è ancora ben vivo e la soluzione appare ancora lontana

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