Fimaa, il decreto sulle locazioni brevi legittima l'abusivismo nella professione

Anche Fimaa sul piede di guerra per la nuova normativa sugli affitti brevi. Secondo la Secondo la Federazione Italiana mediazione agenti d'affari, il decreto, considerando i portali internet alla stregua di intermediari immobiliari, di fatto giustifica l'abusivismo nella professione. Il tutto in spregio alle legge che impone rigorosi requisiti di professionalità e responsabilità in capo agli operatori del settore.

Secondo Fimaa, accettare che portali internet (come Airbnb, Homeaway e simili) che propongono la conclusione di contratti di locazione immobiliare siano qualificati come intermediari immobiliari in spregio alla legge n.39/1989, e quindi possano svolgere un’attività economica senza possedere i requisiti previsti dalla legge, soltanto per l’interesse di inquadrarli come sostituti di imposta, significa non voler considerare la professionalità, i costi e i sacrifici economici di un’intera categoria professionale che conta più di 50mila imprese della mediazione immobiliare.

Gli operatori regolari sono abituati ad assumersi l’onere di nuove incombenze, come quella adesso voluta dal legislatore nel ruolo di sostituti d’imposta, ma non riescono proprio a comprendere come mediante l’assolvimento di questo unico onere un soggetto non abilitato ad esercitare l’attività di mediazione possa ritenersi autorizzato a compiere atti che devono considerarsi vietati dalla legge di riferimento.

“Perché allora continuare a soddisfare tutti gli altri requisiti previsti dalla legge 39/1989? - sottolinea Santino Taverna, Presidente FIMAA - Confcommercio – da oggi basterà esercitare l’attività di intermediazione immobiliare attraverso i portali internet e non vi saranno più gli obblighi di antiriciclaggio, assicurazione, delle 220 ore di corso per il superamento dell’esame abilitativo alla professione di agente immobiliare, e così via".

"Basterà unicamente soddisfare gli obblighi di sostituto di imposta e non vi saranno responsabilità professionali (ex articolo 1759 codice civile) obblighi di informazioni e di imparzialità, obblighi di avvalersi di collaboratori abilitati.
Tutti liberi di esercitare la professione senza lacci e lacciuoli, e soprattutto senza competenze, professionalità e responsabilità”.

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