Fisco, il redditometro se la prende con i proprietari di casa

L'antipasto del nuovo redditometro non tiene conto della storia del contribuente, ma fa soltanto i conti tra entrate ed uscite annue del bilancio. E visto che gli acquisti, soprattutto quello di un immobile, prevedono il ricorso ad un risparmio di una certa entità, finiscono subito nel mirino delle entrate. Primi i proprietari

Così chi ha comprato casa nel 2009 e non ha dichiarato per l'anno precedente un reddito in grado di giustificare l'acquisto, è con un alto tasso di probabilità tra i destinatari delle comunicazioni con cui le entrate avvisano dello scostamento fra reddito e spese sostenute

La salvezza è il mutuo. Se l'acquisto di un immobile - come in 242mila casi, il 40% del totale - è stato accompagnato da un mutuo, infatti, il proprietario potrebbe non essere tra le prede automatiche del fisco. Altra ancora di salvezza, è la vendita costestuale all'acquisto della nuova casa, ma non sempre accade

A far tornare i conti, basterebbe calcolare i risparmi degli anni precedenti, che peró sfuggono all'occhio del sistema che ha inviato le lettere di comunicazione. Infatti, anche se l'agenzia delle entrate in realtá ha nell'intreccio delle banche dati, la possibilità per verificare il ricorso ai risparmi, il sistema non ha attivato questi passaggi, per esempio attraverso l'analisi dei conti, sulla base del fatto che un'attivitá di questo tipo rimanderebbe più all'accertamento vero e proprio

Intanto le lettere sono giá partite e in molti casi giá giunte a destinazione, in modo da spingere i proprietari all'adeguamento spontaneo, che significa che chi ha nascosto dei redditi deve farli venire fuori o giustificare la propria posizione

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