Fotovoltaico: chi paga le tasse e chi no

La produzione di energia elettrica da una fonte fotovoltaica sia per il consumo personale, che aziendale sta segnado un interesse sempre crescente anche per la forte sovvenzione che il sistema energetico nazionale mette in campo. Il sole 24 ore fa tre esempi di trattamento fiscale per chi volesse aderire

La cosiddetta tariffa incentivante erogata dal gse è pari a circa 0, 40 euro per kw. Questo contributo è soggetto alla ritenuta d'acconto del 4% per le imprese

Nel caso di un privato o un ente non commerciale: si può installare un impianto fotovoltaico di Potenza non superiore a 20 kw per i propri bisogni energetici domestici. Oppure si può utilizzare l'energia prodotta e legarsi alla rete quando questa non basti. In questo caso quella fornita dal fornitore viene fatturata. Il costo per l'acquisto di energia verrà rimborsato dal gestore dei servizi elettrici con un contributo in conto pari al minore tra il valore dell'energia prodotta e quello dell'energia consumata meno l'iva. Il privato riceve anche un contributo per aver realizzato l'impianto

Se invece il privato installa un impianto superiore a 20 kw o non è collocato al solo servizio della propria abitazione, dovrà considerare ceduta l'energia messa in rete che non gli verrà rimborsata dal gestore

Per le imprese: tutta l'energia che viene prodotta dall'impianto e messa in rete viene fatturata al gse con l'iva al 10% e è un ricavo rilevante ai fini delle imposte dirette. Ma il costo dell'energia consumata è deducibile e la tariffa incentivante è assoggettato alla ritenuta del 4%

Professionisti: simile a quelle delle imprese. Tutta l'energia ceduta deve essere fatturata, è necessario tenere la contabilità separata. L'energia consumata è una spesa deducibile nell'attività professionale. Mentre la tariffa incentivante forma il reddito soltanto per la parte corrispondente all'energia prodotta in eccesso

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