Gli effetti del coronavirus sul turismo, cosa succede agli affitti brevi?

L'impatto del Coronavirus si fa sentire anche sul settore turistico, deprimendo anche gli affitti brevi, un segmento che finora procedeva a gonfie vele. I commenti di Italianway e Fiaip.

I primi a saltare sono stati i viaggi di istruzione, ma con il dilagare del Coronavirus (o meglio, dell’allarme Coronavirus) tutto il turismo italiano ha subito una battuta d’arresto. Prenotazioni ferme, soggiorni abbreviati, viaggi annullati almeno per i prossimi due mesi. Una situazione che non fa bene né al settore alberghiero né agli affitti brevi, che vedono interrompersi bruscamente la propria corsa al rialzo.

“Al momento l’impatto per noi è grave, - segnala a idealista/news Marco Celani, Ad del property manager specializzato in short rent Italianway. - Abbiamo visto moltissime cancellazioni o partenze anticipate e le prenotazioni sono rimaste ferme per tutta la settimana”.

Quanto durerà questa situazione? “Il fatto che il Comune di Milano abbia rifissato il Salone del Mobile in giugno ha almeno evitato che le prenotazioni per quell’evento si perdessero: si sposteranno soltanto, - risponde Celani. - Di fatto però ci aspettiamo che marzo e aprile saranno due mesi di difficoltà soprattutto per un settore come il nostro che non dispone di ammortizzatori sociali come è per l’alberghiero. Se questo virus si comporterò come una normale influenza, con la primavera dovrebbe finire. Se invece la situazione si dovesse prolungare occorrerà decidere come correre ai ripari, soprattutto dal punto di vista fiscale”.

Quale può essere l’impatto di questa situazione sugli affitti brevi? Risponde Celani: “Difficile quantificarlo a questo punto, lo si saprà solo a emergenza finita. Ma considerando che il settore dell’ospitalità, secondo il Politecnico di Milano, vale circa 180 milioni l’anno solo a Milano, due mesi di stallo significano 30 milioni di perdite. Di cui il pernotto rappresenta solo il 17%, il resto è indotto (cene, cultura, trasporti, shopping ecc)”.

Preoccupazione per la situazione anche da parte di Fiaip. “La spettacolarizzazione e l’approssimazione delle comunicazioni sul Coronavirus stanno mettendo in ginocchio il settore delle locazioni immobiliari brevi nel Paese, - commenta la federazione degli agenti immobiliari, - che oggi registrano un meno 80 per cento di prenotazioni di immobili riservati agli affitti temporanei. In netta crescita anche le disdette”.

“L’allarmismo esasperato e le continue comunicazioni dei vari organi dello Stato e delle Regioni, spesso in contrasto tra loro, hanno ingenerato un panico diffuso tra la popolazione, - commenta il Presidente Nazionale Fiaip Gian Battista Baccarini. - Senza voler minimizzare il fenomeno, Fiaip auspica una comunicazione unidirezionale da parte di persone competenti a trattare l’argomento. Decine di migliaia di agenti immobiliari, nonostante le difficoltà del momento, continuano comunque ad operare ogni giorno su tutto il territorio nazionale”.

L’impatto sul turismo in genere potenzialmente potrebbe essere davvero forte se la situazione dovesse prolungarsi, anche e soprattutto in vista delle prossime vacanze pasquali. Secondo dati riportati da Il Sole 24 Ore, il settore turistico pesa per il 12% del Pil, con un giro d’affari di 146 miliardi di euro con quasi 216mila esercizi ricettivi e 12mila agenzie di viaggio. Numeri che quest’anno potrebbero essere ben più esigui dal momento che Federalberghi sta vedendo prenotazioni ridotte anche per la seconda parte del’anno. Napoli ha già perso 15mila visitatori e si ipotizza un ulteriore calo del 30% per Pasqua; Venezia perde il 40% nonostante il Carnevale e cancellazioni a pioggia si verificano anche per la Riviera romagnola e per il Lazio, che ha visto annullamenti per il 60-70% anche per i mesi successivi alla Pasqua. Metà dei soggiorni cancellati anche a Torino e alberghi chiusi in montagna per mancanza di affluenza.

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