Il manager che accusa la grande banca di creare un'economia tossica e distruttiva

"Fare soldi è bello, farne sempre di più è bellissimo, anche a spese dei clienti. Questa è la politica di goldman sachs". Non è la frase di un nuovo film con micheal douglas, ma il contenuto di una lettera di dimissioni firmata greg smith, il direttore esecutivo responsabile nel settore dei derivati di goldman sachs, colosso bancario usa. Un atto d'accusa lanciato dalle colonne delle new york times nei confronti di una delle grandi istituzioni mondiali, da cui proviene, tra gli altri, mario draghi, attuale presidente della bce

Scrive smith: "i clienti sono diventati muppetts, pupazzi". Per affrontare la crisi d'immagine si muovono in prima persona l'amministratore lloyd blankfein e il presidente gary cohn, con una lettera ai dipendenti: quello che sostiene smith "non riflette la cultura della banca. E' un peccato che tutti voi che lavorate così duramente nel contesto difficile degli ultimi anni dobbiate ora a rispondere di queste accuse", scrivono

Ma smith ha lavorato ai massimi livelli per 12 anni e racconta di un ambiente "tossico e distruttivo", dove l'etica viene accantonata e i profitti continuano ad essere messi al di sopra di tutto, anche degli interessi dei clienti. "Quando verrà scritta la storia di goldman - dice smith - si vedrà come blankfein e cohn hanno lasciato decadere la cultura aziendale sotto la loro gestione. E un declino del profilo morale dell'azienda - avverte smith - nel lungo termine rappresenta una
Serissima minaccia per la sua stessa sopravvivenza"

Ora, per ridare smalto all'immagine pubblica della banca, arriva ai rapporti con la stampa l'ex portavoce della casa bianca dell'epoca clinton, jake siewert, e sui giornali tornano titoli sulla government sachs, la banca salvata con 700 milioni di dollari dal governo quando al tesoro c'era henry paulson, ex amministratore delegato di goldman sachs. E al tesoro, guarda caso, fino all'anno scorso lavorava come consulente esterno anche siewert, con l'attuale segretario, timothy f. Geithner

Per non parlare di mario draghi, prima alla banca d'Italia, poi alla bce, la banca centrale europea

Per chi crede nel grande compltotto tra banche e governi il pranzo è servito

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