Il programma dell'Italia per il semestre di presidenza del consiglio dell'ue

Il 1° Luglio inizia per l'Italia il semestre di presidenza del consiglio dell'unione europea. In vista di questo importante appuntamento e in previsione del consiglio europeo del 26 e 27 giugno, il presidente del consiglio, Matteo renzi, ha presentato alle camere il programma dell'Italia

All'inizio del suo discorso a montecitorio, renzi ha detto: "all'appuntamento europeo di giovedì e venerdì l'Italia porterà la propria voce con grande determinazione e convinzione. Indipendentemente dall'appartenenza politica e dal giudizio delle ultime elezioni, dobbiamo riconoscere che portiamo in europa un'Italia forte"

Il presidente del consiglio ha poi aggiunto: "voglio proporre a voi deputate e deputati di fare di questa occasione di dibattito una opportunità perché la politica torni sempre più in europa a sentirsi a casa propria e non sia una sorta di impedimento alle decisioni della burocrazia e tecnocrazia"

Parlando del semestre europeo che sarà guidato dall'Italia, renzi ha affermato: "noi, a differenza di quanto fece la germania nel 2003, vogliamo rispettare il 3%. L'Italia non deve vedere l'europa come il luogo delle autorizzazioni, nessuno può autorizzarci a fare l'Italia, se l'Italia fa l'Italia non la ferma nessuno"

Il presidente del consiglio ha quindi detto: "l'Italia intende presentarsi in questo semestre di presidente dell'ue con un pacchetto unitario di riforme. Vogliamo smettere di vivere l'elenco delle raccomandazioni dell'ue come una lista della spesa che sembra essere un elenco delle cose da fare, quasi che questo trasformi l'europa in una vecchia zia noiosa che ci spiega i compiti da fare"

Il pacchetto di riforme proposto da renzi vuole rendere "giustizia anche di alcune critiche che sono state espresse al governo in questi primi 4 mesi". A tal proposito il presidente del consiglio ha spiegato: "si è detto: manca una cornice complessiva, come se mettessimo dei pezzi del puzzle a caso, ma la cornice noi l'abbiamo molto Chiara. Tuttavia, se non siamo riusciti a spiegare l'orizzonte di insieme vuol dire che la colpa è nostra. Ci prendiamo un arco di tempo che sia sufficiente, di mille giorni: dal 1° Settembre 2014 al 28 maggio 2017"

E ha quindi aggiunto: "inseriamo cioè un arco temporale ampio sul quale sfidiamo il parlamento, perché la nostra legittimazione deriva dal parlamento, e se volete potete mandarci a casa domattina. Prima di settembre bisogna individuare come noi interveniamo sui singoli settori, come in questi mille giorni sei nelle condizioni di sfidare il parlamento a migliorare il paese. Tre anni è un periodo ampio per poter riportare l'Italia a fare l'Italia, per far sì che non si faccia dettare tutte le volte l'agenda da un soggetto esterno"

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