Imu alla chiesa, il consiglio di stato dice sì

Dopo la prima bocciatura del settembre scorso, il consiglio di stato ha approvato il regolamento che estende l'imu ai beni immobili della chiesa. Con una piccola riserva. Il tesoro dovrà riformulare la parte in cui definisce le attività esenti dall'imposta, che dovranno rispondere ai principi dettati dal diritto dell'ue ed essere "prive del carattere di attività economica"

Il si con riserva
Dal 1 gennaio 2013 anche la chiesa e le organizzazione non profit, i sindacati, e i partiti dovranno pagare l'imposta sulla proprietà. Il nuovo provvedimento costituito da sette articoli, ha ottenuto il parere favorevole sostanziale del consiglio di stato. Ma palazzo spada ha invitato il tesoro a riformulare la parte che definisce i presupposti necessari ad escludere la natura commerciale di un'attività e la conseguente esclusione dall'imu. Secondo i giudici, infatti, non si deve far riferimento al concetto dell'assenza dello scopo di lucro, quanto piuttosto al carattere non economico dell'attività, come previsto dal diritto dell'unione

Il diritto ue
Per il diritto dell'ue costituisce attività economica qualsiasi attività che consiste nell'offrire beni e servi in un mercato. Un concetto da considerare soprattutto per le attività assistenziali, sanitarie, didattiche, ricettive e sportive offerte dalla chiesa o da organizzazioni no profit. Le modifiche sono importanti per evitare una possibile procedura di infrazione da parte di bruxelles, che per un'analoga questione riguardante le esenzioni ici avviò un'indagine

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