Irpef, i più tartassati sono pensionati e dipendenti del sud

L'irpef dovrebbe essere l'imposta diretta progressiva per eccellenza, che si calcola sul reddito delle persone fisiche. Le aliquote aumentano infatti per scaglioni e solo con questa imposta lo stato ottiene un terzo del gettito fiscale necessario. Ma secondo la cgia di mestre con le addizionali comunali e regionali risulta che sono i pensionati e lavoratori dipendenti del sud a sopportarne il peso maggiore

Queste le 4 categorie analizzate:

• un pensionato con un reddito annuo di 16.000 euro (pari ad un assegno mensile netto di 1.000 euro)

• un operaio con un reddito annuo di 20.000 euro (con una retribuzione mensile netta di poco superiore a 1.200 euro)

• un impiegato con un reddito annuo di 36.000 euro (pari ad uno stipendio netto di 2.000 euro al mese)

• un quadro con un reddito annuo di 59.000 euro (che corrisponde ad una retribuzione netta di 3.000 euro al mese)

In tutti e quattro i casi i contribuenti di Calabria e Molise sono quelli che sopportano un peso fiscale maggiore, a causa di aliquote locali più elevate

Nel primo caso, quello del pensionato, un calabrese paga 449 euro di addizionali locali, seguito da un molisano, con 448 euro. Terzi i laziali con 417 euro, mentre la media nazionale è di 340 euro

Nel caso dell'operaio la media nazionale delle addizionali ammonta a 428 euro, ma il calabrese paga 562 euro, un molisano 560 euro e un laziale 521. Tra gli impiegati, a fronte di una media di 820 euro, le tre regioni più care d'Italia pagano 1020, 1016 e 947

Infine, i quadri pagano in Calabria 1668 euro, in Molise 1663. La Campania si inserisce in questo caso al terzo posto con 1577 euto, a fronte di una media nazionale di 1374 euro

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