Jobs Act, cosa prevedono i decreti all’esame del Cdm

Per completare l’attuazione del Jobs Act, la riforma del lavoro voluta dal governo Renzi, mancano ancora dei decreti: da quello che prevede l’Agenzia unica ispettiva a quello che modifica i meccanismi per finanziare la cassa integrazione. Mentre il Consiglio dei ministri si appresta ad esaminarli, vediamo nel dettaglio cosa prevedono.

Cassa integrazione – Il decreto prevede un nuovo tetto per la durata massima della cassa integrazione guadagni (24 mesi, ma in un “quinquennio mobile”), con contributi proporzionati all’utilizzo della Cig. L'accesso alla cassa sarà esteso, a pagamento, anche alle imprese da 6 a 15 dipendenti, con diverse aliquote sul monte salari. Solo l’utilizzo di contratti di solidarietà (il cui assegno però non potrà ora superare l’80% della retribuzione) darà la possibilità alle aziende di poter usufruire di un bonus ulteriore in Cig prolungando così la copertura dei lavoratori fino a 36 mesi.

E’ inoltre previsto un bonus di 6 mesi di Cig in più (da aggiungere ai 24 mesi previsti dal governo o ai 36 mesi nel caso si utilizzassero i contratti di solidarietà) anche in caso di crisi di imprese strategiche a rilevanza nazionale. Per tale bonus si attingerà a un Fondo straordinario di 50 milioni creato ad hoc. E’ previsto poi un meccanismo di “bonus-malus”. Il decreto, inoltre, dovrebbe prevedere la riduzione del 10% delle aliquote di base e il raddoppio di quelle per l’utilizzo della Cig: +9% per i primi 12 mesi, +12% dai 12 ai 24 mesi e +15% dai 24 ai 36 mesi.

Agenzia unica per le ispezioni – Secondo quanto previsto, il nuovo organismo integrerà i servizi ispettivi di ministero del Lavoro, Inps e Inail. Verrà inoltre razionalizzata la rete presente sul territorio e ciò determinerà dei movimenti a livello di personale. L'operazione dovrebbe consentire dei risparmi in termini di spesa pubblica.

Agenzia nazionale occupazione – E’ prevista l’istituzione di un’Agenzia nazionale per l’occupazione, partecipata da Stato, regioni e province autonome, e vigilata dal ministero del Lavoro. L’Agenzia avrà competenze gestionali in materia di servizi per l’impiego, politiche attive e Aspi. Si prevede anche il coinvolgimento delle parti sociali nella definizione delle linee di indirizzo generali dell’azione della nuova Agenzia.

Controlli a distanza – Le disposizioni prevedono la razionalizzazione e la semplificazione delle procedure e degli adempimenti burocratici in materia di lavoro, con particolare riguardo alle dimissioni in bianco e al Durc.

Congedi, tempi di vita/lavoro – Il decreto prevede l’allungamento del tempo per fruire del congedo parentale facoltativo, portandolo da 3 a 6 anni e da 8 a 12 anni di età del bambino rispettivamente per quello retribuito al 30% e per quello non retribuito, la cui durata resta comunque di 6 mesi. E’ prevista, inoltre, la riduzione da 15 a 5 giorni del periodo di preavviso al datore di lavoro. In arrivo anche la possibilità di trasformare il congedo parentale in part-time al 50%.

Riordino delle forme contrattuali – A tal proposito, è previsto il superamento dei contratti di collaborazione a progetto dal 2016 e dell’associazione in partecipazione. Il lavoro subordinato viene esteso anche alle attuali collaborazioni. Per i voucher il tetto annuo passa da 5.000 a 7.000 euro. In riferimento alle mansioni, si prevede che nei casi di ristrutturazione o riorganizzazione l’impresa potrà modificare le mansioni del lavoratore anche sul livello di inquadramento inferiore, senza modificare il trattamento economico, fatta eccezione per quello accessorio.

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