Le bugie più incredibili che si trovano nei curricula

Sono passati i tempi del semplice "inglese di alto livello" quando a stento si sa dire "thank you" o del "massimo esperto" anche quando si è solo assistito allo svolgimento di un dato lavoro. Trovare un'occupazione è diventata una missione impossibile e nel tentativo di arrivare almeno sotto gli occhi di chi deve selezionare il personale di un'azienda si è disposti a tutto, anche a inviare curricula molto fantasiosi. Ecco alcuni incredibili esempi

- Un genio precoce: c'è chi, a 32 anni, ha affermato di avere 25 anni di esperienza

- Quantità, non qualità: non manca poi chi ha indicato esperienze professionali in tre diverse aziende. Peccato che il candidato in questione avesse lavorato due giorni in una, un giorno in un'altra e nessun giorno nell'altra ancora

- Tale padre, tale figlio: c'è chi, avendo lo stesso nome del padre, ha pensato bene di mettere nel curriculum l'esperienza professionale del genitore

- Il recidivo: ci sono poi quelli che, sebbene licenziati dall'azienda, rimandano il proprio curriculum come se nulla fosse accaduto

- Legami con il jet-set: degni di nota i casi di coloro che millantano conoscenze o esperienze professionali a diretto contatto con stelle del cinema, grandi nomi dello spattacolo o comunque volti noti, pur di far colpo sul responsabile delle risorse umane

- Una vita da cane: non manca poi chi per un posto come supervisore dei lavori ha vantato esperienza in tale campo, dimenticando di spiegare che i lavori in questione riguardavano la costruzione della cuccia per il proprio cagnolino

- Il campione olimpionico: la forma fisica è importante, si sà, ma non è necessario scrivere di aver vinto una medaglia olimpica

- Assistente del primo ministro: scrivere nel proprio curriculum che si è stati assistenti di un primo ministro è certamente un ottimo biglietto da visita, ma non se nel paese in questione non c'è un premier

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