Le riforme che Bruxelles chiede alla Grecia

Per salvare la Grecia, Bruxelles richiede riforme imponenti e immediate. Il Parlamento greco si trova ora a dover votare in breve tempo una gran quantità di leggi, come mai prima d’ora. Ecco i provvedimenti richiesti dall’Europa per tenere Atene nell’area euro.

Riforma dell’Iva e tasse – Per quanto riguarda l’Iva si parla di un unico sistema di tre aliquote (23, 13 e 6%) valido per tutto il Paese, isole comprese. Sul fronte delle tasse, c’è l’impegno ad eliminare agevolazioni per alcune categorie, come gli agricoltori, per allargare la base e aumentare le entrate.

Riforma delle pensioni – Sul fronte previdenziale, si parla di età pensionabile alzata entro il 2022 a 67 anni (o 62 anni con 40 di contributi), penalizzazione dei pensionamenti anticipati, eliminazione progressiva (entro il 2019) dell’Ekas, il sussidio destinato alle pensioni più basse. Si richiesdono, poi, entro ottobre ulteriori misure, a partire dall’azzeramento degli effetti delle decisioni sulle pensioni della Corte costituzionale, che annullarono i tagli del 2012.

Conti pubblici e tagli automatici – Viene chiesto ad Atene di rendere subito operativo il Consiglio di bilancio (il cui obiettivo è favorire comportamenti virtuosi del governo in materia di politiche di bilancio) e di introdurre tagli quasi automatici in caso di scostamento dagli obiettivi di avanzo primario.

Codice di procedura civile – Tale riforma, attesa da tempo, ha lo scopo di colmare i ritardi nei tempi della giustizia civile, tagliare le lungaggini burocratiche e garantire rispetto dei contratti e certezza dei pagamenti. Si tratta di una riforma che può avere un importante impatto economico. I leader dell’Eurozona chiedono ad Atene di adottare il nuovo codice entro il 22 luglio.

Crisi bancarie – Sempre entro il 22 luglio, il Parlamento greco deve recepire la direttiva europea sulla gestione delle crisi bancarie. La norma stabilisce che, dal 2016, i salvataggi e le ristrutturazioni delle banche non dovranno gravare sugli Stati e sui contribuenti, ma sui privati: in prima battuta gli azionisti e i creditori, quindi i correntisti con depositi sopra i 100mila euro.

Liberalizzazioni – I creditori richiedono riforme ambiziose nell’ambito delle liberalizzazioni per ciò che riguarda il mercato dei prodotti (aperture domenicali, sconti, proprietà delle farmacie) e il mercato del lavoro.

Mercato del lavoro – La richiesta è quella di una revisione e modernizzazione rigorosa della contrattazione collettiva, comprese le norme sui licenziamenti.

Fondo per le privatizzazioni – Su questo fronte, l’Europa chiede di istituire un fondo indipendente a cui conferire gli asset da privatizzare: dal fondo arriveranno 25 miliardi per la ricapitalizzazione delle banche; 12, 5 per la riduzione del debito e altrettanti per gli investimenti. Il fondo sarà gestito dalle autorità greche sotto la supervisione delle istituzioni europee.

Il ritorno della Troika – E’ una richiesta vincolante quella di far tornare ad Atene la Troika (Bce, Fmi e Commissione Ue). Il governo dovrà anche accordarsi con le isituzioni sulla legislazione in aree rilevanti.

Taglio del debito – Riconoscendo la difficile sostenibilità del debito greco, l’Eurogruppo si dice “pronto a considerare, se necessario, possibili misure addizionali per assicurare la sostenibilità”. Nessun taglio del valore nominale, ma cauto margine di manovra per l’allungamento del periodo di grazia e il riscadenziamento dei rimborsi.

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