Mutui casa: tassi in aumento, più fiducia tra i giovani

Crescono del 5, 7% annuo ad ottobre le richieste di mutui e surroghe. Lo dicono gli ultimi dati Crif, rilevati, è importante dirlo, non su un campione ma sull’universo delle domande effettuate. “Torna la fiducia anche tra i più giovani”, commenta con idealista/news Maurizio Liuti, Responsabile relazioni esterne Crif.

“Malgrado la situazione di incertezza dello scenario economico politico, in cui di solito le famiglie adottano comportamenti prudenti, il dato di ottobre è caratterizzato da una crescita – commenta Liuti con un occhio al trend dell’andamento delle domande di mutui e del loro importo medio. “Altro aspetto è la progressiva riduzione dei mutui di sostituzione tra le componenti della domanda: chi doveva rottamare il vecchio mutuo ormai lo ha fatto, quindi la dinamica è meno dipendente da questa componente”.

Il dato mostra un consolidamento della crescita delle somme richieste, attestatesi in media a 128.255 euro, in crescita del 2, 6% rispetto allo stesso mese del 2017. Da inizio anno il numero maggiore di richieste (circa un terzo, ovvero il 29, 6% del totale) si è concentrato nella fascia di importo compreso tra 100.001 e 150 mila euro. In generale comunque quasi la metà delle richieste di mutuo non supera i 100 mila euro.

Comprare casa è più interessante grazie a prezzi e tassi bassi

Come interpretare questi dati? “Le cifre rilevate hanno una duplice valenza – spiega Liuti.- Da un lato mostrano un interesse verso l’acquisto di una abitazione che si è consolidato, anche grazie alla debolezza dei prezzi di compravendita che consentono alle famiglie una esposizione debitoria contenuta. D’altro canto, l’aumento dell’importo medio richiesto si ricollega anche ad un altro fatto: se durante la crisi il 70% delle compravendite circa avveniva senza mutuo (utilizzando risparmi o l’aiuto della famiglia) oggi è tornato l’interesse verso lo strumento mutuo”.

Si può quindi parlare di un ritorno di fiducia? “Possiamo parlare certamente di aumento di fiducia – risponde Liuti, - ma anche di maggiore propensione all’acquisto di una casa. Il lento aumento delle compravendite (lento rispetto al resto d’Europa) è stato intrapreso, grazie al fatto che i valori al metro quadro non hanno ancora raggiunto i livelli pre crisi, e quindi si possono trovare buone opportunità di acquisto. Il tutto a condizioni appetibili di accesso al credito”.

Mutui, gli under 35 tornano a sperare

La fascia d’età compresa tra i 35 e i 44 anni rimane maggioritaria tra i richiedenti di mutuo, con una quota pari al 34, 5% del totale (-0, 6 punti percentuali sul 2017). Ma la fascia compresa tra i 25 e i 34 anni mostra un +0, 4% che la porta ad incidere per il 25% del totale, e il 27, 4% delle richieste risulta presentato da persone con meno di 35 anni. Come si commenta questo fatto? “Anche se le variazioni sono minimali – risponde Liuti - la progressiva crescita di incidenza delle età più giovani è positiva perché denota una stabilizzazione del reddito delle famiglie più giovani rispetto alle situazioni delicate di qualche anno fa. Gli under 35, classe tipicamente legata ancora alla famiglia, oggi guardano al mercato con crescente interesse, il che è importante anche a livello prospettico”.

Mutui, previsioni tassi 2019

Quali previsioni quindi per i tassi e l’andamento del mercato dei mutui in futuro? “L’andamento dei tassi è destinato al rialzo – risponde Liuti, - non fosse altro che per la conclusione prossima del Qe nel 2019. Una tendenza che già si rileva oggi da alcuni segnali. Il mercato tende invece ad un consolidamento, ormai il trend ha assunto una forma definita e ci aspettiamo che i prossimi trimestri resteranno in linea con l’andamento attuale”.

Tasso fisso o variabile?

Quale soluzione adotteranno perciò le famiglie italiane, tasso fisso o variabile? “Al momento le famiglie stanno tenendo un atteggiamento prudente, tarando le proprie richieste rispetto alla propria situazione economica – risponde Liuti. - Il che trova riscontro anche in una migliore solvibilità: le famiglie sono ancora poco indebitate, quindi anche per il prossimo futuro, finché i tassi resteranno su livelli bassi, tenteranno soluzioni sostenibili rispetto alle proprie risorse per evitare brutte sorprese”.

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