Mutui, cosa può succedere dopo la vittoria del “no” al referendum greco

Per capire se e come la vittoria del “no” al referendum in Grecia può avere degli effetti sui mutui accesi dagli italiani, bisogna prendere in considerazione i tassi variabile e fisso e analizzare gli elementi che concorrono alla loro determinazione. Vediamo cosa emerge.

Tasso variabile – Il tasso variabile è legato all’andamento dell’Euribor o del tasso di riferimento della Bce (0, 05%). La vittoria del “no” porterà a un aumento della tensione finanziaria, ma non è detto che ciò avrà un impatto sull’Euribor o sul tasso Bce. Questi tassi, infatti, saliranno quando l’inflazione tornerà a salire e ciò accadrà nel momento in cui l’economia sarà ripartita. Uno scenario al momento difficilmente ipotizzabile, viste le crescenti tensioni in Grecia. Ciò che potrebbe aumentare è lo spread deciso dalla banca. Questo perché è probabile che i titoli di Stato in portafoglio alle banche italiane si deprezzino, andando a colpire il bilancio delle banche stesse. Gli istituti di credito, quindi, potrebbero aver problemi a mantenere sui livelli attuali (intorno all'1, 5%-2%) gli spread praticati sui mutui.

Tasso fisso – I tassi fissi sono legati all’andamento degli indici Eurirs, che a loro volta sono collegati al rendimento del Bund tedesco. Con la vittoria del “no”, è probabile che nelle prossime sedute molti investitori si rifugeranno nel Bund, favorendone un ribasso dei tassi. Di conseguenza l’Eurirs potrebbe diminuire, a vantaggio dei nuovi mutuatari a tasso fisso. Ma anche in questo caso, l’impatto positivo apportato dal tasso interbancario potrebbe essere neutralizzato o aggravato da un eventuale aumento degli spread delle banche italiane.

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