Nessuna proroga in vista per il pagamento della tasi. La prima scadenza rimane quella del 16 giugno

Il pagamento della tasi, la nuova tassa sui servizi indivisibili, non slitterà a dicembre. La prima scadenza, a quanto pare, rimane quella del 16 giugno. Un rinvio, infatti, potrebbe portare alcuni problemi, tra cui il rischio che i comuni non siano in grado di erogare i servizi a loro carico

Il presidente dell'anci, piero fassino, ha spiegato: "i bilanci dei comuni sono predisposti sulla base dei termini di pagamento definiti dalla legge. Non è serio, neanche per i cittadini, continuare a cambiare i termini del pagamento della tasi. I comuni hanno bisogno di certezze. Quel che si è convenuto va confermato"

E così, in un giro di incontri avvenuto al ministero dell'economia, sembra essersi deciso per il "no" al rinvio del pagamento dell'imposta. Ma andiamo a vedere qual è l'attuale situazione. Entro il 23 maggio i comuni devono fare le delibere sulle aliquote tasi e allegarle al portale del federalismo fiscale. Entro il 31 maggio l'informazione deve essere registrata sul sito del ministero dell'economia

La delibera deve fissare le aliquote e l'eventuale maggiorazione dello 0, 8 per mille da attribuire tra prima e seconda casa, accompagnandola dalle relative detrazioni. Non solo. I comuni devono fissare la quota dell'imposta che va pagata dall'inquilino e che si aggira tra il 10 e il 30% dell'importo dovuto

Se, entro il 23 maggio, il comune non ha preso alcuna decisione, i proprietari di prima casa potranno pagare tutto in un'unica soluzione il 16 dicembre. Mentre le seconde case dovranno onorare l'appuntamento del 16 giugno con il pagamento di imu e tasi. Qualora il comune non abbia deliberato l'aliquota per la tasi, si dovrà pagare il 50% dell'aliquota base dell'1 per mille, togliendo però una quota forfettaria del 10% annuo, quindi il 5% per la prima rata, che spetta all'inquilino

Il problema, come fatto notare dai proprietari è che la legge lascia ai comuni la scelta fra il minimo del 10% e il massimo del 30% a carico dell'inquilino, ma non dice alcunché in caso di mancata decisione. Secondo i proprietari, in assenza di interventi legislativi, la norma è inapplicabile per gli immobili locati e l'invito è quello di sottrarre una quota del 30% che spetta agli affittuari

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