New York, anche l’aria per costruire i grattacieli ha un prezzo

Altro che “vendere aria fritta”. A New York, l’ultima frontiera del mercato immobiliare sono gli air rights. E sono anche redditizi. Vediamo di cosa si tratta e come funzionano.

Tecnicamente, possono essere definiti diritti di sopraelevazione che spettano al titolare di un determinato edificio, possono essere venduti e comprati. Come ha spiegato a Business Insider un portavoce di Artis Real Estate & Consulting, società italiana specializzata in consulenza immobiliare internazionale con sede a New York: “In alcune zone della città la densità edilizia non può superare una certa quota e quindi i grattacieli sono sottoposti a un limite di altezza”.

E come risolvono questo problema gli air rights? “Non tutti gli edifici sfruttano al massimo il loro diritto di sopraelevazione, così i costruttori di grattacieli possono acquistare lo spazio inutilizzato da questi edifici, qualora fossero appunto più bassi di quanto previsto dal piano regolatore”.

C’è comunque un limite al mercato degli air rights. Questi diritti di sopraelevazione, infatti, possono essere acquistati solo dagli edifici confinanti con il nuovo immobile. Anche per il presidente degli Stati Uniti, per costruire la sua Trump World Tower sulla prima strada, ha dovuto comprare gli air rights di nove proprietà adiacenti, tra cui la Church of the Holy Family.

Tra l’altro, gli air rights, oltre a incidere, sul prezzo finale dell’immobile, hanno una rilevanza sostanziale anche per la possibilità di attrarre investimenti sui progetti in costruzione. Quanti più air rights si avranno, tanto più si riuscirà ad attirare capitali per finanziare il proprio edificio.

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