Nuova Zelanda: no all'acquisto di case da parte di stranieri per contenere i prezzi

Peter Thiel, fondatore di PayPal; il regista Peter Cameron; il petroliere russo Mikhail Khimich. Sono solo alcuni dei “ricconi” che hanno scelto la Nuova Zelanda per il loro buen retiro, o semplicemente per crearsi un rifugio in caso di derive politiche o dai disastri ecologici non graditi nel proprio Paese. Eppure, da ora, chi desidera fare come loro potrebbe non averne più la possibilità; il governo neozelandese, con 63 sì e 57 no, ha infatti recentemente approvato una legge, che entrerà in vigore in autunno, per impedire agli stranieri di comprare casa nella incontaminata isola oceanica.

A meno di non essere residenti, australiani o abitanti di Singapore (con cui esiste un accordo di libero mercato), infatti, il mercato immobiliare avrà solo limitato accesso agli stranieri che sognano il rifugio nella natura selvaggia della terra che ha ispirato le trasposizioni cinematografiche dei romanzi di Tolkien. Si tratta tuttavia di uno stop che colpisce soprattutto i super ricchi cinesi e americani, i più interessati a questo tipo di investimenti.

In dieci anni, in Nuova Zelanda, i prezzi delle case sono aumentati del 60% (con picchi del +100% nella capitale), di pari passo con il calo dei proprietari locali rispetto agli stranieri. I quali tuttavia pesano solo per il 3% del mercato, e sono interessati soprattutto all’acquisto dei nuovi immobili. Secondo il New Zealand Herald negli ultimi due anni e mezzo le compravendite a stranieri sono state in tutto 2.800 (su un totale di 1, 6 milioni di case), quindi numericamente pochi, anche se spesso di grande valore. Il ministro dello Sviluppo Economico David Parker definisce comunque la nuova legge una “pietra miliare” che impedirà agli stranieri di estromettere i cittadini neozelandesi dall’acquisto delle proprie case (e ai prezzi di entrare in zona bolla).

Con buona pace di quelli che secondo il Financial Times, citato dal Corriere della Sera, sarebbero i “wealthy survivors”, ovvero le personalità danarose che vorrebbero un rifugio incontaminato (e possibilmente de luxe) lontano dalla proprie realtà divenute scomode. Peter Thiel, come si diceva, è stato tra i primi: nel 2015 ha acquistato per 10 milioni di dollari una tenuta di 200 ettari sul Lago Wanaka. Ma poi sono seguiti magnati, registi, nababbi di vario genere soprattutto cinesi e statunitensi. Tra questi ultimi, peraltro, moltissimi hanno fatto domanda di cittadinanza neozelandese dopo l’elezione di Donald Trump.

Ma la Nuova Zelanda non guarda in faccia a nessuno e, in nome del calmieramento dei prezzi e della riduzione dei senzatetto, festeggia la sua legge (che comunque lascia a disposizione ai non residenti l’acquisto fino al 60% degli appartamenti in grandi condomini di nuova costruzione, mentre il divieto è totale sulle case esistenti), che era uno dei punti focali del programma del primo ministro Jacinda Ardern in campagna elettorale. Contro l’aumento dei prezzi immobiliari, comunque, ha giocato i suo ruolo anche la stretta sul credito bancario imposta dallo scorso anno: a luglio il livello dei prezzi è stato dell’1, 8% inferiore rispetto al mese precedente.

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