Pace fiscale, quanto si paga per sanare imposte e ritenute

La bozza del decreto fiscale, contenente la tanto discussa pace fiscale, permette già di ipotizzare i primi calcoli su quanto potrebbero pagare i contribuenti. Secondo una proiezione del Sole 24 Ore, il conto massimo potrebbe essere di 62mila euro.

Il calcolo è basato spingendosi al limite degli imponibili previsti dalla dichiarazione integrativa, che prevede tre ipotesi di condono della pace fiscale collegate a tre diverse imposte sostitutive. Quella al 20% riguarderebbe le imposte dirette (Irpef e addizionali o Ires e altre sostitutive), contributi previdenziali, Irap e le tanto discusse mini-patrimoniali estere su immobili e attività finanziarie (rispettivamente Ivie e Ivafe).

Arrivando al massimo consentito dell’imponibile integrabile (ossia fino a 100mila euro e non oltre il 30% del dichiarato) con l’applicazione dell’imposta secca prevista dalla pace fiscale si verserebbero 20mila euro. A cui va aggiunta l’ulteriore sostitutiva al 20% sulle maggiori ritenute. Quindi anche in questo caso, se il maggior importo fatto emergere fosse 100mila euro, si arriverebbe a versare al massimo 20mila euro.

Per quanto riguarda l’Iva, poi, va applicata l’aliquota ordinaria nel caso in cui non si riesca a determinarla. Considerando sempre di far emergere il massimo, 100mila euro, e applicando quindi il 22% andrebbero versati 22mila euro. Per un conto complessivo di 62mila euro.

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