Perché conviene investire in una casa passiva

Quali parametri deve rispettare e perché conviene investire in una casa passiva. Francesco Nesi, direttore ZEPHIR Passivhaus, lo ha spiegato a idealista/news entrando nei dettagli.

ZEPHIR Passivhaus Italia è l’Istituto che rappresenra ufficialmente il Passivhaus Institut in Italia. Francesco Nesi, oltre che esserne il direttore, è Fisico edile, dottore di ricerca in Fisica presso l’Università di Regensburg e Post-Doc in Fisica Edile all’Università di Innsbruck. Ha al suo attivo centinaia di seminari, corsi, workshop sul tema del risparmio energetico e dal 2007 promuove lo standard Passivhaus in Italia e nel mondo. È autore del libro Passivhaus, Maggioli Editore con la prefazione del Prof. Dr. Wolfgang Feist, “padre” della Passivhaus.

Cosa si intende per casa passiva e quali parametri deve rispettare?

“Una casa passiva, o Passivhaus secondo il termine originale di lingua tedesca, è un edificio che copre la maggior parte del suo fabbisogno di energia per riscaldamento e raffrescamento ricorrendo soprattutto ad un approccio ‘passivo’: ventilazione naturale, ombreggiamento, capacità termica, apporti solari, coibentazione termica. Si evita quindi il più possibile l’ausilio di dispositivi ‘attivi’ convenzionali quali caldaie, termosifoni o sistemi analoghi. Si tratta dunque di una casa che massimizza l'efficienza energetica.

La Passivhaus deve rispettare determinati criteri, fra cui fabbisogno termico per riscaldamento e fabbisogno frigorifero per raffrescamento che devono rimanere al di sotto di 15 kWh/mq anno, un livello di tenuta all’aria controllato e un consumo di energia primaria limitato. I costi per ottenere la targa variano tra i 15 e 2, 5 euro/mq in base alla superficie dell’edificio (dai 70 ai 2000 mq). Per la progettazione e la relativa certificazione, oltre ad altri documenti, occorre presentare gli output del software di calcolo PHPP: questo è distribuito in Italia dal solo Istituto nazionale ZEPHIR”.

Quali sono le nazioni più all’avanguardia e a che punto siamo in Italia?

“Oggi contiamo oltre 50mila unità con il bollino Passivhaus: la maggior parte in Germania e Austria, ma anche in Italia il numero è in aumento. Sono almeno 50 i progetti validati sul nostro territorio e altrettanti quelli in corso di certificazione.

Lo standard Passivhaus nasce in Germania a Darmstadt quando nel 1988 il Dr. Wolfgang Feist e il Prof. Bo Adamson realizzarono la prima Passivhaus campione, poi occupata nel 1991. Da quel momento, solo in Germania sono state costruite più di 13000 Passivhaus a diversa destinazione d’uso. Con le sue 354 unità abitative, il quartiere “Lodenareal” a Innsbruck è il più grande insediamento passivo costruito al mondo, mentre altri progetti ancora più ambiziosi come “Eurostadt” a Vienna, “Bahnstadt” a Heidelberg e diversi altri in Cina sono in costruzione".

Cosa cambia tra la progettazione di una casa passiva e una “tradizionale”?

"Le alte prestazioni di una Passivhaus si ottengono con una progettazione molto attenta, specie nei riguardi del sole, con l’adozione di isolamento termico ad altissime prestazioni su murature perimetrali, tetto e superfici vetrate e mediante l’adozione di sistemi di ventilazione controllata a recupero energetico. Siamo di fronte a una progettazione integrata e multidisciplinare rispetto a quella tradizionale che permette di anticipare la soluzione dei problemi seguendo il percorso dalla fase preliminare a quella di occupazione dell’edificio. Significa che tutti i professionisti devono comunicare tra di loro e significa anche e soprattutto risparmiare tempo, risorse e soldi.

Alla base di un processo integrato troviamo strumenti e standard di sostenibilità efficaci. Gli edifici sostenibili sono il risultato di pratiche di progettazione e costruzione che riducono significativamente l’impatto negativo degli edifici sull’ambiente e per gli occupanti. I vantaggi di una Passivhaus sono molteplici: aumenta il valore dell’immobile e il benessere degli occupanti, abbatte i consumi energetici, impatta il minimo possibile l’ambiente".

Orientativamente, quanto costa al mq realizzare una Passivhaus?

"Sono state già costruite moltissime Passivhaus con prezzi allineati a quelli degli edifici tradizionali realizzati in conformità agli standard edilizi vigenti. Come regola generale, tuttavia, è ragionevole considerare costi addizionali di investimento compresi fra il 3% e l’8%. Tuttavia, se consideriamo anche il risparmio energetico annuo che consente di ottenere, una casa passiva realizzata secondo lo standard Passivhaus potrebbe anche essere l’investimento più conveniente rispetto a standard subottimali.

Normalmente pensiamo che la qualità costi troppo perché la guardiamo come quel ‘valore aggiunto’, quindi extra, invece è qualcosa che si integra a strumenti e standard efficaci di cui dotarsi sin dalle prima fasi della progettazione".

Esistono zone o terreni più indicati di altri per realizzare una casa passiva?

"Il concetto Passivhaus può essere applicato in tutto il mondo e in tutti i climi. In climi molto caldi l’attenzione dovrà infatti essere posta sui sistemi di raffrescamento passivo come ombreggiamento e ventilazione naturale, per garantire il comfort durante l’estate. Le caratteristiche di una Passivhaus devono essere quindi ottimizzate in funzione delle condizioni climatiche locali. Per le ristrutturazioni, a livello mondiale sono state definite 7 zone climatiche (4 di queste sono presenti sul territorio italiano): il sigillo si ottiene tenendo in considerazione i limiti imposti dall’area in cui l’edificio è inserito oltre a quelli fisici e strutturali. Esiste comunque un’enciclopedia dedicata al mondo Passivhaus, chiamata appunto PASSIPEDIAche può essere consultata gratuitamente. Si tratta di un database di articoli tecnico-scientifici riguardanti le Passivhaus".

Il modello Passivhaus è replicabile anche in un centro urbano?

"Le case passive si possono costruire anche nei centri urbani. Gli standard sono due: Passivhaus per la nuova costruzione ed EnerPHit per la ristrutturazione, introdotto nel 2010. Le classi tre: Classic, Plus e Premium (in funzione della quota di rinnovabili installate). I criteri Passivhaus mappano l’edificio in base a una serie di parametri: fabbisogno termico per riscaldamento annuo, carico termico (cioè la potenza che occorre fornire all’edificio nel giorno più sfavorevole, cioè il più freddo dell’anno o il più nuvoloso), fabbisogno frigorifero per raffrescamento e deumidificazione, tenuta all’aria e fabbisogno di energia primaria (cioè la somma di tutta l’energia richiesta dall’immobile, non solo per caldo e freddo, ma anche ad esempio per gli elettrodomestici)".

In Italia esistono esempi di edifici passivi?

"In Italia, dopo la nascita di ZEPHIR Passivhaus Italia, l’Istituto italiano ufficialmente accreditato dal Passivhaus Institut per rappresentarlo in Italia, si è assistito ad una crescita costante dell’applicazione del protocollo.

Diversi i progetti curati da ZEPHIR in zone climaticamente diverse di Italia: l’Ecohotel Bonapace, struttura ricettiva nel comune di Torbole a circa un chilometro dalla sponda nord del Lago di Garda, costruita interamente in legno, con impianti che utilizzano l'acqua di falda, il sole e unicamente elettricità proveniente da fonti rinnovabili.

A Parma la Scuola di Collecchio (PR) ha ottenuto la certificazione Passivhaus Plus ed è realizzata con una costruzione mista massiccia e struttura in legno. Nel Sud Italia a Putignano in provincia di Bari, invece, si trova un edificio plurifamiliare di 3 piani, composto da 8 unità abitative, per un totale di circa 740 m² di superficie utile.

Questo è stato un progetto che ha dimostrato la miglior convenienza economica dello standard Passivhaus anche in climi caldo-umidi, adattando la progettazione ai differenti requisiti fisico-edili".

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