Real estate, la crisi lascia a casa 1 operatore su 10

Nel 2009, in tutta europa, 1 operatore immobiliare su 10 ha perso il posto di lavoro. 1 su 7 è rimasto al suo posto accettando un taglio dello stipendio. È la crisi del real estate ad aver dettato le regole, secondo i numeri elaborati dall'associazione internazionale rics in collaborazione con la società di consulenza mcdonald & company

La maggior parte degli operatori è stato travolto dal fallimento della propria società, ma c'è anche chi si è messo in tasca una ricca buonuscita uscendo di scena o meglio, mettendosi in proprio e chi invece cerca ancora di reinventarsi dopo l'uragano crisi

Tra le tante carriere spezzate dalla crisi del settore, soprattutto veri e propri talenti nella fascia d'età tra i 48 e i 55 anni che fanno fatica a ricollocarsi. Ma le cose non sono andate nello stesso modo ovunque: a londra, le società hanno tagliato il personale, mentre in Italia lo hanno fatto molto meno. Ma la situazione anche nel nostro paese non è così rosea

Chi ora sta rientrando al suo posto, lo fa accettando stipendi molti più bassi, compresi i manager più importanti. Lo stipendio medio di un operatore europeo è sceso dai 77mila euro annui del 2007 ai 71.800 del 2009. In belgio, olanda, e in lussemburgo i salari sono più elevati con una media di quasi 95mila euro, al polo opposto i paesi baltici con poco più di 38mila euro

In realtà il dato più evidente è che mentre nel 2008 la percentuale degli operatori che dichiarava che il proprio stipendio era dimunuito era appena del 2%, nel 2009 questa percentuale è salita al 14%. Al contrario la percentuale di quelli che hanno visto aumentare il proprio stipendio si è ridotta dal 61% al 24%

Certo non per tutti i settori è così: a reggere meglio l'urto della crisi sono stati i settori del residenziale, asset managment, property finance e nella gestione dei fondi. Incredibile ma vero anche i bonus sono stati toccati dalla crisi. 1 dirigente su 2, infatti, ha dichiarato di non aver ricevuto premi

La buona notizia è che nei primi mesi dell'anno le cose stanno cominciando ad andare meglio. Il 45% degli operatori vede una ripresa nel 2010 con scandinavia e regno unito a guidare la ripresa anche grazie al cambiamento delle professionalità e al peso crescente degli operatori pubblici

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