Ryanair, "se l'alitalia taglia, noi aumenteremo i nostri voli

La ryanair non prevede di diminuire i voli da e per l'Italia, anzi tuttalpiù di aumentarli. La crisi dell'alitalia costituisce un'opportunità per la compagnia irlandese perché spinge la gente a scegliere ancora di più le low cost. E l'azienda si dice disposta a pagare anche l'incremento di tasse previsto dal decreto 2.0

Con il nuovo decreto del govenro monti, anche la ryanair dovrà pagare tasse e contributi come le altre imprese in Italia. Ma i 2 milioni di euro che la compagnia dovrà versare allo stato italiano, non spaventano l'amministratore delegato di ryanair, michael o'leary, che tornato a Bari dopo sei anni, ha voluto confermare come l'Italia sia un cielo di opportunità tutte da sfruttare

Al centro dell'interesse dalla regine delle low cost, c'è la Puglia, regione ancora poco conosciuta all'estero, ma che l'azienda si propone di "aprire agli altri paesi". Non a caso per il 2013 sono previsti 1, 7 milioni di passeggeri per bai e un milione per Brindisi, mentre per l'estate si arriverà a 32 rotte e ci saranno 2700 posti di lavoro

O'leary ha proposto anche per gli scali pugliesi il modello di glasgow o di stansted, ovvero, la vendita a privati. Unica maniera per far diminuire le tasse e aumentare le rotte. Non a caso recentemente la ryanair ha ridotto i voli da e per la spagna, per l'aumento delle tasse aeroportuali decisa dal governo spagnolo. Non bisogna dimenticare, però, che la ryanair riceve soldi pubblici dalla Puglia (35milioni di contributi dal 2009), un fatto che sembra in contraddizione con il desiderio che gli aeroporti diventino privati

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