Uber, il tribunale di Roma decreta il blocco di tutti i servizi offerti in Italia

Accogliendo un ricorso delle associazioni di categoria, il Tribunale di Roma ha ordinato il blocco sul territorio nazionale di tutti i servizi offerti da Uber, parlando di concorrenza sleale. L’azienda ha così commentato: “Siamo allibiti per quanto annunciato dall’ordinanza che va nella direzione opposta rispetto al decreto Milleproroghe e alla normativa europea”.

Il blocco disposto dal Tribunale di Roma riguarda i servizi offerti dal gruppo in Italia con la app Uber Black e le analoghe app Uber-Lux, Uber-Suv, Uber-X, Uber-XL, UberSelect, Uber-Van.

L’azienda è pronta a fare ricorso. Nel dettaglio, ha fatto sapere: “Faremo appello contro questa decisione, basata su una legge vecchia di 25 anni e che non rispecchia più i tempi, per permettere a migliaia di autisti professionisti di continuare a lavorare grazie all’app di Uber e alle persone di avere maggiore scelta”. E ha aggiunto: “Ora il governo non può perdere altro tempo, ma deve decidere se rimanere ancorato al passato, tutelando rendite di posizione, o permettere agli italiani di beneficiare di nuove tecnologie come Uber”

Di contro, Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Uil trasporti, Fit Cisl e associazione tutela legale taxi hanno così commentato: “Una nuova schiacciante vittoria su Uber”.

Secondo il tribunale le norme che disciplinano il servizio pubblico di trasporto non di linea non limitano la produzione, gli sbocchi o lo sviluppo tecnico, a danno dei consumatori e non favoriscono posizioni di privilegio e monopolio, mentre gli autisti Uber svolgendo la loro attività in contrasto con la normativa si mettono in una posizione di indebito vantaggio rispetto ai tassisti.

In particolare, il giudice Alfredo Landi ha spiegato che Uber Black è un sistema che consente agli utenti che hanno scaricato l’app sul proprio telefonino, di entrare direttamente in contatto con autisti provvisti di autorizzazione ncc che hanno sottoscritto un contratto con Uber. Ma a differenza dei tassisti, gli autisti delle berline nere Uber, non sono soggetti “a tariffe predeterminate dalle competenti autorità amministrative” e possono così fare prezzi più competitivi a seconda delle esigenze del mercato. Questo perché, secondo il giudice, non rispettano le regole “a danno di coloro che esercitano il servizio di taxi o di noleggio con conducente” rispettandole.

Secondo il giudice, inoltre, anche con le regole attuali ben si potrebbe utilizzare la nuova tecnologia in modo rispettoso della normativa pubblica, consentendo ad esempio agli utenti di rintracciare tramite la app invece che il singolo autista, come accade, la rimessa di noleggio con conducente più vicina.

Con la sua sentenza, il Tribunale di Roma, “accertata la condotta di concorrenza sleale”, ha inibito a Uber “di porre in essere il servizio di trasporto pubblico non di linea con l’uso della app Uber Black” e di analoghe app, “disponendo il blocco di dette applicazioni con riferimento alle richieste provenienti dal territorio italiano, nonché di effettuare la promozione e pubblicizzazione di detti servizi sul territorio nazionale”. Il giudice ha anche fissato una penale di 10mila euro per ogni giorno di ritardo nell’adempimento del blocco a decorrere dal decimo giorno successivo alla pubblicazione della sentenza.

Laissez Vos Commentaires

Please enter your comment!
Please enter your name here