Un piano per far rientrare i cervelli in fuga

Sedici parlamentari di entrambi gli schieramenti politici ci vogliono provare. L'obiettivo è frenare l'emorragia di cervelli in fuga verso l'estero e far tornare chi è già andato via. Arriva un progetto di legge che si chiama "incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia"

Negli ultimi dieci anni sono stati due milioni gli italiani che si sono iscritti all'anagrafe degli italiani all'estero, di cui il 44% ha lasciato il centro-nord con un titolo di studi in tasca. Non tutti sono ricercatori o scienziati ma molti sono talenti. Un dato su tutti: il 2, 3% dei laureati italiani lavora all'estero mentre i laureati stranieri in Italia sono lo 0, 3%

Il piano di incentivi prevede uno stanziamento di 75mila euro in tre anni per chi ha meno di 40 anni, che studia, lavora e che ha conseguito una specializzazione all'estero e decide di tornare. Il credito d'imposta, una specie di scudo fiscale sul rimpatrio dei cervelli, si applica alle imprese che assumono chi fa ritorno. Il bonus raddoppia per chi fa ritorno al sud o nella isole. Le imprese del sud e delle isole inoltre riceveranno 500 euro al mese per ogni nuovo assunto che rientra

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