Una mini casa prefabbricata a 3290 metri di altitudine in Valpelline

Niente, o quasi, è impossibile. È quello che devono aver pensato gli architetti Roberto Dini e Stefano Girodo, ricercatori dell’Istituto di Architettura Montana del Politecnico di Torino, che in collaborazione con l’azienda LeapFactory, hanno disegnato e coordinato l’assemblaggio di una mini casa prefabbricata sulla cresta del Morion in Valpelline (Ao), a ben 3290 metri d’altitudine.

La realizzazione di un bivacco in un ambiente tanto impervio come quello del Morion rappresentava una straordinaria sfida progettuale, ovvero concepire una struttura isolata da ogni tipo di rete, in grado di fronteggiare temperature fino a oltre -20°C e venti che possono raggiungere i 200 km/h, oltre a precipitazioni intense e metri di neve al suolo.

Per questo le scelte costruttive sono state improntate alla massima semplicità ed efficacia, abbinata a una ottima performance in termini di protezione e resistenza. Il contesto d’alta quota, caratterizzato da aspetti orografici e geologici complessi, ha imposto uno studio dettagliato di ogni aspetto logistico. Il cantiere, infatti, è stato circoscritto a un breve periodo estivo e vincolato a condizioni meteo perfette.

Ogni componente è stato infatti opportunamente dimensionato in funzione della trasportabilità e della manovrabilità in fase di posa e assemblaggio, ricercando la massima leggerezza in correlazione alla solidità strutturale.

Tutti i componenti sono interamente montati a secco, senza l’uso di calcestruzzo, riciclabili e certificati ecologicamente. L’alta qualità dei materiali e delle finiture utilizzate assicura durevolezza e resistenza all’uso, preservando il comfort abitativo e limitando la futura manutenzione.

La struttura in legno e acciaio, interamente prefabbricata e allestita in officina, è suddivisibile in quattro parti dimensionate per la migliore trasportabilità e la manovrabilità, in modo da minimizzare i voli di elicottero necessari e le operazioni di assemblaggio finale in quota, condensate poi in una sola giornata di lavoro.

Lo spazio interno è suddiviso in zona notte e zona giorno, con una grande finestra panoramica sulla facciata a est che dà sulla Becca di Luseney, il gruppo del Rosa e il Cervino, garantendo una buona luminosità e che contribuisce a riscaldare la temperatura interna.

Lo spazio dedicato al soggiorno è formato da un tavolo con 8 posti a sedere su sgabelli e cassapanche, c’è anche spazio per una dispensa e per un piano per la preparazione dei cibi, insieme con diversi vani per gli zaini e i materiali da scalata. La zona notte, invece, è ricavata nella metà retrostante, con due pianali in legno su cui sono disposti i vari materassi, fino a un massimo di 8 posti letto con coperte.

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